23.2.15

Mentre i gioanniti avanzano...


«Ma di che diavolo parli?»
Ecco, il problema è che la partenza del lavoro per ALIA rischia di lasciarmi a terra, con l'ennesimo romanzo, sia pur breve, iniziato e non finito...
«Di nuovo? Ma non ci provare nemmeno... anche se, a dire la verità... credi onestamente che a qualcuno freghi qualcosa
Discutere con se stessi non fa bene. Ormai dovrei saperlo. 
E il problema resta un problema. 
Diciamo che, come è stato per ALIA Evo 1.0, mi chiedo con che cosa potrei partecipare alla nuova antologia. Ma non è il solito giochino per il quale chiederei ai miei quattro lettori che cosa preferirebbero. O forse sì. Ma resta il problema del romanzo (breve) che sto scrivendo, che ha raggiunto (e superato) i 150.000 caratteri e che fino all'altro ieri procedeva tranquillo e senza inciampi. 
«...Mentre i gioanniti avanzano...»
Appunto. E non scherzare.
«Per carità...»
Allora, proviamo a metterla così. 
La storia che sto scrivendo appartiene all'universo dei Mondi della Corrente. Nel passato, rispetto ad altri testi precedenti. Un po', venti o trent'anni, dopo il Perdono a dio. Completamente da un'altra parte. Con un protagonista maschio ex-bodyguard e neo-comunista[*]. Rispettivamente deluso e scettico.  
Sarebbe appena appena logico andare a giocare da un'altra parte per ALIA. Chessò, finendo il racconto iniziato mesi fa e mai terminato, a metà tra il fantastico puro e qualcos'altro, qualcosa che - per la verità - non ho ancora capito nemmeno io. 
«Andiamo bene».
No, però è suggestivo, perdinci. Merita. 
«Certo, se lo finisci»
Zitto, lasciami riflettere.
Quella sarebbe una possibilità, se solo riuscissi a immaginare una fine degna di questo nome.
Un'altra possibilità sarebbe quella di ritagliare un frammento dal romanzo precedente, quello non finito, e presentarlo come una novità assoluta. In fondo per chiunque altro lo sarebbe. «Ambientato in un universo differente da quello della Corrente.» Non sarebbe male, no? 
«Come no, se riesci a ritagliare qualcosa. A occhio, per quello che mi ricordo, non sembra facile».
Vabbè. 
Resta la solita possibilità di cucinare un'altra storia della Corrente. Stavolta più corta. Magari scrivendola quest'estate. In vacanza. 
«All'aroma dei fiori di montagna».
Certo. 


«Intanto i gioanniti avanzano, nel caso te lo fossi dimenticato. "Avanzano" in tutti i modi possibili.»
Proviamo così. Il romanzo finisce sui duecentomila caratteri. Duecentocinquantamila, via, ma non di più, così non mi viene voglia di partecipare a Urania. Ci arrivo entro aprile. Per fine maggio la pianto di torturarlo e lo dò da leggere a qualcun altro. Ragionevolmente per fine giugno mi ritorna indietro. Se non butto via tutto e se l'Italia non cade nelle mani dell'ISIS passo a montarlo in epub e per luglio esce. E mi butto sul testo per ALIA Evo 2.0.
«Un piano perfetto. Complimenti. Questo mi piace di te: la capacità di spenderti a parole. Sai quante volte hai già fatto progetti di questo genere? È il caso che te lo ricordi?»
Arriva un momento nel quale si decide di averne abbastanza del dialogo con il proprio SuperIo e ci si rifugia nel Mondo Dei Sogni, laddove tutto funziona come deve. 
ALIA Evo 2.0 è una realtà, anche se i gioanniti continuano ad avanzare. Nel mondo reale ad avanzare ci sono la BCE, il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Europea. L'ISIS. I filorussi. I fascisti di mezzo mondo. La temperatura media del pianeta.
Se qualcuno volesse esprimersi sul mio contributo ad ALIA può farlo qui. La volta scorsa ho ricevuto la bellezza di cinque (5) voti, tre per una storia della Corrente gli altri due per le altre due scelte. Questa volta sarei contento di bissare tale suntuoso risultato. Intanto, finite di scrivere queste righe vado al supermercato. 
A fare la spesa. 
Domani ricomincio a preoccuparmi del fatto che i gioanniti stiano avanzando. 
Giuro.        


 
 [*] Se qualcuno aveva bisogno della conferma che si trattasse di una storia di fantascienza è servito...

18 commenti:

Paolo ha detto...

Massimo, mi rifiuto di credere che fra i Mondi della Corrente non ci sia un altro racconto che l'erosione delle acque non sta per portare alla luce. Oltretutto, come abbiamo discusso, tu non sei legato, a differenza di me, a dei personaggi fissi o ricorrenti, che comunque impongono qualche vincolo alla cronologia interna.

Quindi voto per la Corrente :-)

Massimo Citi ha detto...

@Paolo: un voto per la Corrente. Ho il dubbio che tutto l'interesse per quei mondi nasca dal fatto che finora non l'ho ancora spiegata come si deve. E qualcuno vuol capire se con un altro racconto può capire un filino di più. Come se la Corrente da qualche parte - oltre che nella mia testa - esistesse davvero...
Ma ho un romanzo inedito - un po' lunghetto, per la verità - che spiega tutto o quasi. Finora l'hanno letto in tre ma prima o poi lo pubblico on line.

Lerigo Onofrio Ligure ha detto...

Cancellato e ricreato, non mi faceva editare :(

Il menestrello crede che vossignoria sia in grado di cambiare storia come e quando vuole...
...io non ci riesco così facilmente: anche con 3 storie in sviluppo parallelo, mi ritrovo a scrivere molto più facilmente la via vecchia, che a cambiare per la nuova.
Pertanto il menestrello consiglia sempre la Corrente, se poi vossignoria volesse cimentarsi in qualcosa di completamente diverso, è questa l'occasione per farlo :)

EDIT: La vocina interiore di vossignoria alla fine cosa consiglia? Perché al menestrello sembra non prendere affatto posizione... :)

(Ammetto che dirlo vanificherebbe l'idea del post, ma la curiosità e menestrella e dati i miei precedenti vorrei proprio sapere come un altro scrittore vive questo tipo di conflitto)

Nick Parisi. ha detto...

Io dico che potresti fare come avviene in diverse antologie americane: cioè presentare un capitolo abbastanza auto conclusivo del tuo libro e presentarlo come novità assoluta ed anteprima.

Massimo Citi ha detto...

@Menestrello: come un'autore vive questo genere di conflitti? Bella domanda. Diciamo che aver demandato al blog la possibile risposta mi toglie parte della responsabilità. In ogni caso la quantità di tempo necessario non cambia molto. Terminare il primo racconto citato sarebbe una faticaccia, come ritagliare un frammento del romanzo al quale dovrei comunque aggiungere qualcosa per dargli un minimo di significato una volta separato dal resto, Quanto infine a scrivere un racconto ex-novo - sia pure ambientato in un universo "familiare" - comporta inventare una vicenda di sana pianta. Diciamo che entro certi limiti preferirei qualcosa di "nuovo" come una vicenda del tutto nuova, ma è un po' come quando da piccolo mi regalavano un giocattolo nuovo piuttosto che mostrarmi come posso impiegarne in maniera nuova un altro che già posseggo. Comunque diciamo che prendo il tuo parere come un voto per la Corrente.

Massimo Citi ha detto...

@Nick: una piccola premessa che non c'entra per nulla con il tema: ho letto i due post dedicati a Salem ma non te ne ho scritto nulla perché assolutamente ignorante persino dell'esistenza di un tale telefilm. In più ne so già fin troppo della vicenda storica di Cotton Mather da aver voglia di aggiungere altri elementi bene o male spuri... mi perdoni?
Quanto alla tua osservazione ne prendo volentieri nota. In effetti ci ho pensato e non è escluso che finisca con adottarla, anche se mia figlia mi ha ufficialmente diffidato dal farlo: «Non sei Stephen King, hai un numero di lettori che non arriva alle tre cifre e vuoi ammannire loro qualcosa che comunque in seguito pubblicherai? Mavvergognati!» Mai discutere di qualcosa con un figlio :(

Lerigo Onofrio Ligure ha detto...

Il menestrello lo ha detto ampiamente!

L'ignavia non è una cattiva cosa, al menestrello non pare vero poter demandare le scelte agli altri...

Qualcosa di nuovo comporta sempre qualcosa di nuovo, ovvero per scrivere una cosa diversa si deve ragionare in maniera diversa, uscire dagli schemi prefissati...
...il menestrello è molto metodico, per cui per lui sarebbe una sfida. Rimane da vedere se il gioco vale la candela!

Salomon Xeno ha detto...

A me tutto sommato non dispiacere trovare qualcosa della Corrente, in Alia. Però non è male neanche l'idea del capitolo conclusivo, se te la giochi bene. Dopo aver letto una cosa simile di Herbert (riadattamento del capitolo iniziale del suo primo romanzo) ho dovuto fare il possibile e l'impossibile per leggermi tutto il libro! :D

S_3ves ha detto...

A quanto ti conosco ti diverti molto di più a scrivere cose nuove che a tagliuzzare scampoli di romanzo (che richiederanno gran manutenzione per sembrare un racconto compiuto). Quindi ti consiglio di ritagliare uno spazio narrativo tra Perdono a dio e gioanniti per esplorare come si sia determinata la situazione presente, cioè futura, molto futura, ma presente nella tua testa e nel tuo file. Come protagonista mettici un (anzi una) proto gioannita, eh?
E non mostrare il commento al tuo invadente SuperIo!

Massimo Citi ha detto...

@Menestrello: in realtà mi risulta sempre più difficile tirare fuori qualcosa di impensato e mettere in scena qualcosa di nuovo in un universo in parte già noto. Ma è vero, è una sfida e io alle sfide non resisto.

Massimo Citi ha detto...

SX: il problema è l'organizzazione del testo, scritto in maniera tale da rendere molto complicato estrarne una parte. Se da un lato sarei contento di rimetterci le mani, debbo però ammettere di dover costruire una struttura per permettermi di recuperare una parte del testo. Il mio difetto è quello di inserire gradualmente elementi del quadro generale il che rende molto complicato rendere in poco tempo un quadro molto complesso. Con la Corrente è più facile, è sufficiente ripetere alcuni elementi centrali per i nuovi lettori e via, scrivere senza troppi problemi, sforzandosi di rendere facile anche ciò che facile non è... Comunque se non altro se anche scrivo qualcosa sulla Corrente so di non perdere un lettore.

Massimo Citi ha detto...

@Silvia: tu dei gioanniti hai solo una vaga idea, dal momento che finora non sono ancora riuscito a farti leggere nemmeno una riga del romanzo. Ma lo so, come la pensi: «Perché non finisci ciò che hai iniziato?», insegnamento prezioso, non fosse che qualcuno di mia conoscenza sta scrivendo il Signore degli Anelli della sf e viaggia felicemente tra innumerevoli frammenti di testo che sommati insieme fanno... quanto? Un milione di caratteri? Due milioni? Dieci milioni? Non lo sai nemmeno tu con i tuoi vari file sparsi ovunque...
Comunque prendo nota del tuo suggerimento. Ambientare qualcosa nel passato della Corrente mi sembra ottimo.

Paolo ha detto...

Belli questi scampoli di vita letteraria famigliare :-)

Massimo e Silvia, quando leggerete "I Nostri Diritti" vedrete che è impossibile sforbiciarlo fino alle dimensioni di un racconto. Perciò sto pensando ad un prequel: i personaggi ci sono, l'ambientazione pure, ho diverse trame da riutilizzare... Altrimenti posso riproporre il racconto inviato a "Omni" nel 1981 (e ovviamente respinto, mi ero messo in concorrenza con Pestriniero e Silverberg). Ne ho perfino una versione inglese.

Massimo Citi ha detto...

@Paolo: risulta un po' dura presentarti come un autore di madrelingua inglese. Senza contare la difficoltà di tradurre il nome. Una cosa tipo «Paul Basket» ti pare adeguata o sa troppo di bidone?

Nick Parisi. ha detto...

@ Max Citi
Non sei stato il solo credimi. ;)
Sei perdonato comunque.:)
Anche se da oggi in poi pubblicherò solo post brevi e foto di gattini abbandonati. ;)
Ahahahah

Massimo Citi ha detto...

@Nick: grazie, mi sento meglio. Preferirei, comunque, foto di mantidi religiose che si accoppiano o di iene che si nutrono.

Nick Parisi. ha detto...

@ MaxCiti
Spiacente mi mancano, al massimo posso pubblicare immagini degli orsetti del cuore che picchiano i minipony.

Paolo ha detto...

Massimo, il cognome non sarebbe un problema, perché "Cavazza" deriva dalla stessa radice di "Kovacs" o "Kowacs", quindi "Paul Stephen Kovacs" andrebbe benissimo (lo so, dovrei chiamarmi Laszlo...) ma non era questo che intendevo. La versione inglese del 1990, scritta come esercizio per un corso della Regency School, è migliore dell'originale italiano del 1981, quindi il testo che potrei presentare sarebbe una ritraduzione. Però sono più orientato al prequel di "I Nostri Diritti" usando la trama di un racconto inedito che esiste in due versioni diverse fra i vecchi dattiloscritti, e che sarebbe una anteprima del romanzo breve. Mentalmente ho già sostituito uno dei personaggi originali con la bellissima Katja per la quale Walter Rossi-Smith ha una cotta palese :-)